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AMA
DABLAN
L’Ama Dablam è stato
salito per la prima volta nel 1961 dalla cresta Sud Ovest, 1500 metri di
scalata (una prima parte in roccia su granito con difficoltà di 5° e 6°
grado, un seconda parte su ghiaccio con pendenze di 50° - 60° gradi) che
nelle parti più difficili verrà attrezzata con corde fisse.
Già percorrendo il trekking di acclimatazione nella valle del Khumbu si
ha la possibilità di osservare l’Ama Dablan da ogni versante, si possono
seguire le sue eleganti creste, linee quasi perfette che vanno a
congiungersi sulla vetta e immaginare quali saranno i punti di maggior
difficoltà dell’ascensione.
Nella salita ci faremo aiutare dai fortissimi Sherpa nepalesi, ma per
meritare l’ambito premio (la vetta dell’Ama Dablam) ognuno deve metterci
del proprio, sia prima che durante la spedizione:
prima: bisogna
partire dopo aver fatto una preparazione molto accurata,
durante: ciascuno deve impegnarsi a fondo con tutte le energie,
la volontà e la sofferenza che potrebbe essere necessaria.
Solo così si potrà sperare di arrivare lassù.
LA
VALLE DEL KUMBU
La valle del Kumbu è la valle più famosa del Nepal.
E’ situata nella regione del Kumbu Himal, nella quale si
erge la montagna più alta del globo: l’Everest degli europei, ma
soprattutto il Chomolungma dei tibetani (nome originario) o ancora il
Sagarmatha ( alto nel cielo) dei nepalesi, è la patria di circa 3500
Sherpa, senza dubbio il più leggendario dei popoli delle montagne.
Il contatto con la popolazione e la cultura locale, che trova
espressione nelle mille sfaccettature dei mercati di Namche Bazar, nei
templi di Thiangboche, ai piedi dell’Ama Dablan o nei piccoli Chorten o
ancora nelle bandierine di preghiera colorate sparse con devozione lungo
la valle, accompagna il viaggio verso le montagne con misticismo e
colore.
Oltre al Sagarmatha la regione del Kumbu comprende anche altri colossi
himalayani tra cui il Lotse, il Cho Oyu, il Nuptse, il Pumori e l’Ama
Dablan.
Dal 1973 fa parte del Parco Nazionale del Sagarmatha, il parco più
elevato del mondo, un ambiente naturale di straordinaria grandiosità,
un’area di 1200 Kmq predisposta alla tutela dell’unicità della regione,
della gente, delle sue montagne, della flora e della fauna, con
l’intento di conciliare il turismo moderno con la cultura tradizionale.
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NELLA TERRA DEGLI SHERPA
Il Nepal è il
paese della fertile terra di Kathmandu, dove all'epoca del raccolto i
villaggi sono granai all'aperto, con le stuoie ricoperte di cereali
esposti al sole ad essicare. Ed è anche quello delle tre splendide
capitali: Patan, Bhaktapur, Kathmandu nei cui templi dorati è
concentrato un passato di storia, arte, relligione.
Ma il Nepal è soprattutto la regione del Grande Himalaya
dove la natura non regala nulla all'uomo, dove ogni terrazza strappata
al fianco della montagna e coltivata è una conquista, dove l'armonia
profonda con gli dei permette all'uomo di coglierne il sorriso e la
benevolenza anche in un ambiente così difficile, quasi ostile.
Qui nelle regioni d Khumbu, Pharak e Solu vivono gli
sherpa, uno dei più famosi gruppi etnici nepalesi. "Uomini dell'est" (Shar
= est; pa = uomo).
Provengono dalle vallate settentrionali di Quinghai,
tibetani d'origine e lingua e buddisti di fede. Discendenti di quegli
antichi carovanieri che nel passato transitavano lungo l'antico valico
del Nampa La a 5700 metri guidando verso sud i loro yak carichi di lana
e sale per ritornare in Tibet carichi di riso, stoffe e cereali.
Per loro isolati tra i 2500 e i 4000 metri delle vallate
himalayane la solitudine è una dimensione quotidiana che ha sviluppato
una notevole capacità di autosufficienza e un grande senso di
solidarietà.
Da qui nasce il grande senso di ospitalità, innata,
antica e lontana da forme di servilismo che accompagnerà i visitatori di
queste terre.
Da qui nascono le loro grandi doti umane che li ha fatti
diventare preziosi supporti per le organizzazioni alpinistiche e di trekking in marcia verso
la grande montagna.
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